Istituti italiani in prima linea nella sperimentazione di percorsi di impresa simulata

Sono in fase finale le sperimentazioni avviate grazie ai progetti Erasmus Plus EntreComp for teachers e Servant Leadership for schools. Le scuole che hanno aderito al test dei percorsi didattici sono : Istituto Aldini Valeriani di Bologna, Istituto Commerciale Rosa Luxemburg di Bologna, Istituto Ettore Majorana di San lazzaro, Istituto Parentuncelli  Arzelà di Sarzana , Istituto Pietro Piazza di Palermo ( coordinatore di progetto) assieme a scuole portoghesi, spagnole, norvegesi, francesi e polacche. La collaborazione si è via via espansa grazie a due progetti eTwinning  e al passaparola di cui Adi si è fatta artefice grazie ai suoi social media e alle sue newsletters.

Prima di descrivere brevemente i percorsi didattici sperimentati, vogliamo ringraziare i Dirigenti degli istituti scolastici coinvolti. Essi hanno supportato i docenti, li hanno lasciati liberi di sperimentare, li hanno stimolati a cooperare con docenti non solo di altre scuole, ma anche  di altre nazioni, poiché sanno che la ricaduta sulla scuola e sui ragazzi non potrà che essere positiva.  Adi e i docenti coinvolti li ringraziano perché sappiamo bene che di questi tempi, privarsi di un docente per fare in modo che vada ad aggiornarsi all’estero non è facile, lo si fa se si ha una visione strategica della scuola di lungo periodo che va oltre le contingenze del momento, lo si fa quando si capisce che motivare i docenti è indispensabile per riuscire ad ottenere il meglio da essi. In definitiva lo si fa quando si riesce ad essere dei veri Servant Leaders che possano essere di ispirazione per i propri docenti.

Il percorso didattico che si è delineato tutti insieme e successivamente sperimentato doveva avere le caratteristiche che elenchiamo:

  • Doveva focalizzarsi su un percorso di simulazione di impresa semplificato connotato da forti caratteristiche etiche ( ecosostenibilità, rispetto dell’uguaglianza di genere , rispetto dei diritti umani )
  • Doveva essere fattibile, non doveva essere vissuto dai docenti  come qualcosa di troppo complesso
  • Doveva essere breve per evitare di iniziare percorsi che poi non si riescono a portare a termine
  • Doveva essere correlato da test che mettessero in evidenza se si erano ottenuti miglioramenti nelle competenze dei ragazzi. Il test doveva essere fortemente ancorato alle competenze descritte nel quadro metodologico europeo “EntreComp”

Per riuscire a progettare un percorso di questo tipo un gruppo ristretto di docenti ha partecipato ad una staff training event a San Sebastian , nei Paesi Baschi, presso una scuola che gestisce percorsi di simulazione di impresa per giovani adulti. Potete leggere un breve resoconto dell’esperienza in questo articolo http://www.adiscuola.eu/brevi/entrecomp-for-teachers-erasmus-key-action-2-2019-1-no01-ka201-060140/. Altri docenti hanno partecipato ad una staff training event a Lisbona  per familiarizzarsi con gli strumenti di lavoro ( SWOT Analysis e Model Canvas ) . Un breve resoconto dell’esperienza a questo link https://www.adiscuola.eu/brevi/servant-leadership-for-schools-in-azione/.  Al rientro i docenti hanno coinvolto i colleghi e si è deciso di scegliere un tema comune per la sperimentazione dell’impresa simulata, si è anche deciso che, come prima esperienza, fosse meglio partire da un prodotto esistente da migliorare, piuttosto che fare creare un nuovo prodotto. La creazione di un nuovo prodotto infatti richiedeva un percorso più lungo e più complesso, che si potrà attivare i prossimi anni, solo dopo avere acquisito esperienza.  

Si è quindi lanciata una sfida. Si è chiesto ai ragazzi di effettuare un’analisi delle aziende presenti sul mercato per valutare quali tra esse riuscissero a riciclare in maniera ecosostenibile e creativa la plastica. Dopo avere analizzato l’azienda e avere effettuato la SWOT analisi del prodotto si è chiesto ai ragazzi in quale modo potessero migliorarlo. Infine i ragazzi hanno lavorato in gruppo per creare un model canvas. I lavori verranno presentati in lingua inglese nei prossimi mesi a Palermo, Danzica e a Sandnes. Nel creare l’idea imprenditoriale gli studenti hanno dovuto tenere a mente i 3 “pilastri”:  la loro idea doveva rispettare i diritti umani, l’ambiente e la parità di genere.

Matteo, Mattia e Joy (2S, Aldini Valeriani di Bologna ) hanno scelto di  lavorare su un paio di scarpe Adidas realizzate interamente con plastica riciclata. Adidas sta cooperando con l’azienda Parley per raccogliere plastica dagli oceani per creare un tessuto per le scarpe. I principali punti deboli del prodotto riscontrati dai ragazzi sono 1) il costo elevato del processo, 2) Adidas non sempre rispetta i diritti umani 3) il tessuto di plastica riciclata non è di ottima qualità 4) il costo delle scarpe in plastica riciclata è superiore a quello delle altre scarpe Adidas. Le opportunità che hanno individuato sono: 1) Adidas potrebbe aumentare la consapevolezza delle persone riguardo al problema della plastica riciclata per convincerle a comprare un prodotto che è obiettivamente più costoso e di qualità inferiore 2) Adidas potrebbe cercare di migliorare la qualità del filato 3) infine Adidas dovrebbe rendere immediatamente individuabili le scarpe che sono fatte di plastica riciclata per fare capire il motivo per cui costano di più.

I ragazzi hanno deciso di lavorare sul primo e sull’ultimo punto e hanno cercato soluzioni innovative per aumentare la consapevolezza e convincere le persone che possono spendere un po’ di soldi in più per salvare il pianeta. Inoltre hanno cercato soluzioni innovative per rendere il prodotto immediatamente individuabile. La loro business idea è stata la seguente : hanno deciso di costruire un logo anch’esso in plastica riciclata applicabile sulle scarpe. Hanno scelto di realizzarlo tramite le stampanti 3D presenti nell’Istituto Aldini Valeriani. Il logo deve servire ad individuare immediatamente le scarpe fatte di plastica riciclata e deve sensibilizzare gli acquirenti sull’importanza della raccolta e del riciclo della plastica. I ragazzi hanno deciso che anche la scatola delle scarpe non poteva essere come le altre, anch’essa doveva sfoggiare il logo. In aggiunta hanno creato come gadget un pendente fatto con lo stesso disegno del logo.

Altre aziende scelte dagli studenti sono state le seguenti:

  • Ferrarelle utilizza plastica riciclata per produrre bottiglie d’acqua
  • Anche la Coca Cola sta facendo lo stesso
  • Aliplast sta riciclando la plastica per produrre imballaggi
  • Quaggia ha un progetto chiamato Q Bottles, producono maglioni da plastica riciclata
  • Audi sta creando interni per auto da plastica riciclata
  • Lego sta costruendo mattoncini con plastica riciclata

I gruppi si stanno ora preparando alla presentazione dei lavori e sono molto emozionati all’idea di parlare in pubblico in lingua inglese. Gli studenti che non potranno partecipare direttamente ai meeting all’estero si collegheranno on line per esporre i lavori.