di Silvia Faggioli
L’edizione 2026 di BETT UK, il più grande evento mondiale dedicato all’edtech, si è aperta con un’energia contagiosa e un messaggio dirompente: stiamo entrando in una nuova era dell’apprendimento, una trasformazione profonda di cui molti non hanno ancora compreso la reale portata. Il convegno di tre giorni, quest’anno dedicato al tema “learning without barriers”, ha alternato riflessioni sull’intelligenza artificiale a momenti ludici e collaborativi, come le sfide sui numeri primi o il gioco “Find the Best Pair”, pensati per mostrare come un’educazione moderna debba saper intrecciare mente, creatività e tecnologia.
Tecnologia, leadership e inclusione: le voci più autorevoli del BETT 2026

Duncan Verry: un BETT sempre più globale
A inaugurare ufficialmente l’evento è stato Duncan Verry, responsabile strategico del portafoglio BETT a livello internazionale. Figura chiave nell’espansione globale della fiera, Verry ha annunciato due novità che segneranno il futuro dell’evento: la nascita di un simposio ministeriale internazionale, sostenuto anche dall’UNESCO, dedicato alla cooperazione globale sull’innovazione educativa, e l’arrivo di BETT negli Stati Uniti nel 2027, un passo che conferma la crescente influenza della manifestazione. Il suo messaggio è stato chiaro e potente: “Non devono esistere barriere nell’apprendimento”. Una frase che è risuonata come manifesto di questa edizione.
Bridget Phillipson: IA, benessere e un nuovo modello educativo
Tra gli interventi istituzionali più attesi, quello di Bridget Phillipson, Segretaria di Stato per l’Istruzione del Regno Unito, ha delineato una visione ambiziosa per il futuro della scuola britannica. Phillipsoon ha messo al centro le sfide più urgenti del sistema educativo contemporaneo: l’impatto dell’intelligenza artificiale sui bisogni educativi speciali; il benessere digitale degli studenti; le dipendenze tecnologiche e le conseguenze sulla salute mentale. Ha poi illustrato le priorità strategiche del suo mandato: una revisione del curriculum nazionale che integri competenze digitali e pensiero critico, la digitalizzazione dei processi scolastici per ridurre il carico amministrativo, un maggiore supporto agli insegnanti nella progettazione di lezioni personalizzate, lo sviluppo di infrastrutture digitali sicure e inclusive e la promozione dell’equità educativa attraverso tecnologie accessibili a tutti.
Caroline Wright: l’uso etico dell’intelligenza artificale
Caroline Wright è intervenuta a Bett 2026, mettendo al centro il ruolo strategico dell’AI generativa nell’educazione. Caroline Wright continua a distinguersi come una delle figure più influenti del panorama EdTech internazionale. In qualità di Direttrice Generale della British Educational Suppliers Association (BESA), che riunisce oltre 400 aziende attive nell’innovazione educativa, Wright guida il dibattito su come la tecnologia possa trasformare l’apprendimento rendendolo più personalizzato, efficiente e inclusivo. Forte di una lunga esperienza nella comunicazione istituzionale e nella governance scolastica, rappresenta BESA nei principali tavoli consultivi governativi, collabora con ministeri e sostiene l’ecosistema delle start-up attraverso EdTech Exchange, la più grande rete europea dedicata all’imprenditorialità educativa. La sua costante attenzione per un uso etico e responsabile dell’intelligenza artificiale, la rende una voce chiave per comprendere come l’AI possa contribuire a costruire sistemi educativi più equi e orientati al futuro. Quando Caroline Wright affronta il tema dell’intelligenza artificiale nelle scuole, insiste sempre sulla necessità di un approccio etico e responsabile, capace di coniugare innovazione e tutela degli studenti. Per lei, l’AI può diventare un alleato prezioso solo se accompagnata da trasparenza sui dati utilizzati, da solide garanzie di privacy e da un impegno concreto nel prevenire bias e disuguaglianze. Wright sottolinea come la tecnologia debba sostenere il lavoro degli insegnanti, non sostituirlo, e invita le istituzioni educative a introdurre l’AI in modo graduale e consapevole, basandosi su evidenze e valutazioni critiche. La sua visione mette al centro un equilibrio: sfruttare il potenziale trasformativo dell’AI senza perdere di vista la responsabilità educativa e il valore insostituibile della relazione umana.
Hannah Fry e Amol Rajan: l’AI non è magia, ma cambierà tutto
Uno dei momenti più intensi della prima giornata è stato il dialogo tra Hannah Fry, matematica e divulgatrice scientifica dello University College of London, e Amol Rajan, giornalista e conduttore della BBC. La loro conversazione ha offerto una visione lucida e provocatoria sulla Generative AI. Fry ha ricordato che l’intelligenza artificiale non è magia e non compie miracoli, tuttavia sarà in grado di creare idee originali perché si sta costruendo una gigantesca mappa dell’intelligenza umana. Fry ha paragonato il momento attuale al 2020, quando molti non compresero subito la portata della pandemia: allo stesso modo, oggi non abbiamo ancora realizzato quanto profondamente l’IA cambierà la società. Non si tratta solo di trasformare i lavori, ma di ripensare l’intera struttura sociale. E, come accadde durante la rivoluzione industriale, le persone si ri-organizzeranno. Anche i docenti lo faranno, perché l’IA non potrà mai sostituire empatia, etica e relazioni umane. Fry ha infine lanciato un avvertimento soprattutto ai più giovani: cercare nell’IA un sostituto delle amicizie è come nutrirsi di junk food. Riempie, ma non nutre.
Tecnologie che stanno ridisegnando la scuola

SchoolAI e nuove idee per la didattica
Tra gli strumenti oggetto di workshps, grande interesse ha suscitato SchoolAI, una piattaforma gratuita che permette di generare prompt e chatbot educativi inserendo l’età degli studenti e gli argomenti da esplorare e rispondendo ad alcune domande. Uno strumento agile, perfetto per attività brevi e coinvolgenti, che si potrebbe anche usare durante i primi cinque minuti di lezione per introdurre un nuovo argomento. Queste idee si integrano perfettamente con il progetto Erasmus+ Growth Garden portato avanti da ADi assieme a partner norvegesi e bulgari, che mira a sviluppare competenze, creatività e autonomia negli studenti attraverso metodologie innovative.
Una carrellata di strumenti gratuiti
I numerosi workshops hanno permesso un’immersione in un universo di strumenti gratuiti che potrebbero rivoluzionare la didattica quotidiana. Una vera carrellata: oltre a SchoolAI, sono stati presentati TAO (utilizzato anche per i test PISA), Foxar, TimePod, Merge, MauAR, Geogebra, InsightHeart, Hologo, AR Makr, Discovery Sandbox, Reality Composer, gli strumenti gratuiti di Oak National Academy e i nuovi giochi Minecraft dedicati all’AI literacy, pensati per aiutare i ragazzi a comprendere il mondo in cui vivono. Un ecosistema ricchissimo per creare piani di lezione, test di valutazione, chatbot, giochi e attività immersive.
Il nuovo metodo Ofsted: cosa cambia davvero dal 2025

Infine, uno dei momenti più illuminanti dei tre giorni di convegno è stato l’approfondimento sul nuovo metodo Ofsted, completamente rinnovato nel 2025. Il sistema di ispezione scolastica inglese, spesso percepito come rigido e fonte di ansia per i docenti, è stato ripensato in modo radicale. Il nuovo approccio è più collaborativo, trasparente e orientato al miglioramento continuo, con l’obiettivo di sostenere le scuole invece di giudicarle. Il cambiamento riguarda sia il clima delle ispezioni: non più visite percepite come “esami” da superare, ma momenti di confronto professionale, sia l’oggetto dell’ispezione che si concentra sulla capacità della scuola di seguire con successo ogni studente in maniera personalizzata. Gli ispettori lavorano insieme ai docenti per analizzare strategie didattiche, inclusione, benessere e qualità dell’apprendimento. Le valutazioni non si concentrano più solo sui risultati, ma sul percorso: come la scuola sostiene gli studenti, quali strategie utilizza per ridurre le disuguaglianze, come promuove un apprendimento profondo e duraturo. È stato introdotto un sistema di feedback immediato e costruttivo, con indicazioni pratiche e personalizzate per ogni istituto. L’obiettivo è ridurre l’ansia, aumentare la chiarezza e rendere l’ispezione un’occasione di crescita professionale.
Un convegno che cambia prospettive

BETT 2026 ha mostrato con chiarezza che l’educazione sta vivendo una trasformazione radicale. Tra visioni globali, nuove tecnologie, riflessioni etiche e strumenti concreti, emerge un messaggio forte: l’IA può potenziare l’apprendimento, ma il cuore della scuola resta umano.
